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Una visita speciale a Bangalore

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Durante il tour in India del Sud, Tamil Nadu e Kerala della Cassa Rurale di Trento, organizzato dal CTA (Centro Turistico Acli) di Trento  i 27 partecipanti, nell’ultimo giorno del loro viaggio, 8 ottobre 2017, hanno potuto visitare uno dei nostri centri, vicino a Bangalore e precisamente, un piccolo orfanotrofio dove le suore della Redenzione ospitano ed accudiscono con amore circa 40 ragazze, supportate tramite il sostegno a distanza dai soci di A.P.I.Bi.M.I. Onlus.

Il CTA, generosamente, ha rinunciato alla quota di iscrizione di ogni partecipante donandola alla nostra associazione per il Centro Jeevanalaya, e la Cassa Rurale di Trento ha integrato questa somma con una generosa offerta di  2.000 Euro.

La somma totale servirà a gestire le spese dell’intero centro per un anno, dando così la possibilità alle ragazze di studiare impegnandosi ancora di più ed alle suore di vivere un po’ più serenamente il futuro.

La capogruppo, Rossana Gramegna, gentilmente ci ha inviato questo toccante diario scritto da una delle partecipanti, la Signora Annalisa Dorigatti.

 

Domenica, 8 ottobre Bangalore

Alle 8 partiamo per Jeevanalaya, un piccolo villaggio vicino a Bangalore, dove cinque suore indiane, accolgono e accudiscono circa 40 bambine abbandonate o orfane.

Il Centro, fondato nel 1986, accoglie bambine dai 6 ai 16 anni che si trovano in difficili situazioni, offre loro una casa, protezione, cure mediche e le accompagna nello studio, a volte fino all’università.

Le bimbe vengono indicate dai servizi sociali per l’infanzia del Comune di Bengalore e affidate alle suore con tutta la documentazione necessaria.

L’istituto, gestito da suore della Redenzione che parlano quasi tutte l’italiano (la Casa Madre si trova a Cagliari in Sardegna), è sostenuto dall’associazione di Volano A.P.I.Bi.M.I. Onlus, che si occupa dell’infanzia bisognosa del mondo impoverito.

Al centro ci accolgono tutte con gioia; è presente la Madre superiora e la presidente dell’India di quest’ordine.

Troviamo solo una ventina di bambine, perché essendo domenica, alcune sono ritornate a casa; ci danno l’impressione di bambine serene, ben seguite, curate ed amate dalle suore. Anche tra loro trapela affetto e rispetto reciproco; le più grandi accudiscono le piccole nelle attività quotidiane.

Conducono una vita semplice, sostenute dalle risorse di A.P.I.Bi.M.I. Onluse dai prodotti della terra. Con qualche aiuto esterno (alcuni uomini in alcune occasioni quando le forze femminili non sono sufficienti), coltivano un grande orto e allevano di un po’ di galline.

Hanno alle spalle tanto dolore e sofferenza, ma “…una goccia di dolore può produrre tanta luce…” come dice il testo di una canzone che hanno preparato per noi durante lo spettacolino di benvenuto.

Subito dopo consegniamo loro le buste con le nostre offerte e il materiale scolastico che abbiamo portato per loro dall’Italia su suggerimento di Roberta Montanari, vice presidente di A.P.I.Bi.M.I. Onlus; le bimbe e le ragazze disciplinatamente prendono un singolo pezzo per ogni oggetto, ringraziando di continuo.

Ci offrono poi alcuni dolcetti e ci invitano a vedere le strutture del centro: le camerette sobrie con 4 o 6 letti a castello, la cucina, la sala multiuso per le varie attività, il giardino grande e pieno di fiori e alberi da frutto.

E’ stata un’esperienza toccante che a lungo rimarrà nel cuore di chi l’ha vissuta. Commoventi i saluti e le manifestazioni di affetto al momento del congedo.

Annalisa Dorigatti